
(http://espresso.repubblica.it/dettaglio/bella-ciao-giovinezza)
L'idea di Gianni Morandi, poi bocciata dalla Rai, ha scatenato la polemica sulle canzoni e i simboli della nostra storia. E' giusto mettere sullo stesso piano la Resistenza partigiana e il fascismo?
(04 Novembre 2010) Per Francesco Guccini, che di canzoni se ne intende, «la par condicio non c'entra: 'Bella Ciao' è la speranza, 'Giovinezza' l'orrore».
Comunque sia, alla fine il consiglio d'amministrazione della Rai ha bocciato l'idea di Gianni Morandi di far cantare entrambi i brani in una serata di Sanremo dedicata ai 150 anni dell'Unità d'Italia.
Ma il tentativo di equiparare i due simboli sonori non finisce di causare polemiche sul 'revisionismo' storico che metterebbe sullo stesso piano il fascismo e i partigiani.
'Giovinezza' infatti, seppur nato come canto goliardico delle università, divenne presto l'inno degli Squadristi, quelli che imposero la dittatura con le manganellate e l'olio di ricino. In particolare, la versione adottata dagli squadristi nel '19 conteneva una strofa («nel Fascismo è la salvezza della nostra libertà») di adesione totale al progetto di Mussolini.
Anche 'Bella ciao', originariamente, non era un canto politico (è nato tra le mondine emiliane senza il riferimento agli 'invasori') ma lo è diventato nell'adattamento dei partigiani degli Appennini, ed è diventato infine l'emblema canoro della Resistenza.
E' giusto che, 65 anni dopo la fine della guerra e la sconfitta del fascismo, i due simboli vengano messi sullo stesso piano? Siamo così lontani da quegli eventi che possiamo considerarli due pezzi della storia dell'Italia da guardare con equidistanza museale, o è necessario mantenere viva e forte - anche nella simbologia - la differenza etica tra chi impose la dittatura portandoci alle leggi razziali e all'alleanza con Hitler e chi invece combatté sulle montagne e nelle città per liberarci dal nazifascismo?
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