mercoledì 19 gennaio 2011

Il caso Ruby e la politica.

(http://www.google.it/imgres?imgurl=https://blogger.googleusercontent.com/img/b/R29vZ2xl/AVvXsEjgWLyhyuB0YkbM6h-RLlEE7nJRwULb-cY_xAPDruKFVcM4-Tlp-jhTAsMSdfuhj28tc_-Y-XxK70FAu3NPhyphenhyphenWiGhQR0Oi6_LV_oTBmjAzA_C3Pbcd41NGuhiCNcH_zDNvlD33tBKv_mHVQ/)

La Procura di Milano ha indagato Silvio Berlusconi per le ipotesi di reato di «concussione» e di «prostituzione minorile» e gli ha inviato un invito a comparire per l'interrogatorio dal pm tra il 21 e il 23 gennaio. I legali di Berlusconi però replicano che la Procura di Milano non è competente».

L'ACCUSA : secondo la contestazione d’accusa, allo scopo di occultare di essere stato cliente di una prostituta minorenne in numerosi weekend ad Arcore, assicurarsi l’impunità da questo reato e scongiurare che venissero a galla i retroscena delle feste nella sua residenza brianzola, il presidente del Consiglio la notte tra il 27 e il 28 maggio 2010 avrebbe abusato della propria qualità di primo ministro per indurre i funzionari della Questura di Milano ad affidare indebitamente l’allora 17enne marocchina Karima "Ruby" El Mahroug, scappata da una comunità per minori.

I REATI CONTESTATI: il reato di «concussione» punisce con la reclusione da 4 a 12 anni il pubblico ufficiale o l'incaricato di un pubblico servizio, che, abusando della sua qualità o dei suoi poteri, costringa o induca taluno a dare o a promettere indebitamente, a lui o ad un terzo, denaro od altra utilità. Al premier è contestato con l’aggravante il reato di «prostituzione minorile» punisce con la reclusione da 6 mesi a 3 anni chiunque compia atti sessuali con un minore di età compresa tra i 14 e 18 anni in cambio di denaro o di altra utilità economica, ed è l’unico caso nel quale il cliente di una prostituta è sanzionato penalmente.

Karima, la 17enne (nel 2010) marocchina al centro del caso per il quale Berlusconi è indagato per le ipotesi di reato di concussione e prostituzione minorile, non avrebbe detto il vero quando aveva pubblicamente affermato di essere stata ad Arcore solo una o due volte. A smentirla, e a pesare nell'inchiesta, sarebbe l'esito dello studio del traffico telefonico del suo cellulare, che l'avrebbe localizzata ad Arcore non una sola volta, ma in numerosi weekend concomitanti con la presenza di Berlusconi nella propria residenza.

DIMISSIONI: Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, e al tempo stesso il mondo cattolico che si esprime attraverso il quotidiano dei vescovi e il settimanale dei Paolini, sono preoccupati per gli ultimi sviluppi del caso Ruby e per il coinvolgimento del presidente del Consiglio. Nel frattempo, il Pd chiede ufficialmente alla Camera le dimissioni di Silvio Berlusconi: "Abbia un sussulto in quest'ultima fase della sua esperienza politica".


Commento:
"IL PREMIER CREDE CHE TUTTO GLI SIA PERMESSO" così scrive il giornala 'Famiglia Cristiana' e noi crediamo che questa affermazione sia del tutto esatta. Il Premier Berlusconi è un uomo comune ed è libero di fare quello che vuole, ma come ogni altra persona viene punita per questi reati non vediamo perchè anche lui non possa essere punito. E' libero di fare quello che vuole, ma comunque la sua vita privata deve rimanere fuori dalla sua vita politica.
L'Italia sta passando per un Paese dove i suoi rappresentanti se ne vanno a prostiute, che gran bella figura!

martedì 18 gennaio 2011

La cicala e le formiche.

http://www.storyjumper.com/book/index/1283554/Eba

mercoledì 12 gennaio 2011

martedì 11 gennaio 2011

Il nostro video.

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martedì 21 dicembre 2010

martedì 14 dicembre 2010

Disegno di legge Gelmini.

Il DDL 1905 , la cosiddetta “Riforma Gelmini”recita:
“Il disegno di legge,che si inserisce nel piu` vasto progetto di revisione dell’assetto delle pubbliche amministrazioni secondo princıpi di efficacia e di efficienza, intende ridisegnare i tratti fondamentali del sistema universitario, con l’obiettivo di adeguarlo alle nuove istanze che provengono da una Società in costante sviluppo, anche in relazione all’ampliamento dello spazio culturale e scientifico di riferimento; inoltre, intende apportare i correttivi necessari ad eliminare quelle criticità e quelle anomalie che, sedimentandosi nel tempo, hanno di fatto impedito una sana e rapida crescita del sistema secondo princıpi di merito, pur in presenza di indubbi punti di eccellenza.”

Questo nuovo disegno di Legge ha provocato molte reazioni nell’ambiente politico e studentesco.Punti caldi di discussione e di malessere sono: la riforma dei Consigli di Amministrazione (CdA) e la questione dei ricercatori.

La Riforma può essere senz’altro considerata un ambizioso tentativo di ridare slancio all’istruzione superiore e uno sforzo di affrontare di petto i problemi dell’Università.
Emerge chiaro l’intento del Governo di «asciugare» gli sprechi.Occorre però tener presente che la Riforma viene fatta su vasta scala, senza render conto dei singoli Atenei e delle rispettive condizioni economiche in cui essi versano.
Vale a dire: ok, basta con i finanziamenti a pioggia… ma qui si rischia di effettuare tagli con l’accetta.

Il CdA, secondo la Riforma, pur mantenendo tutte le attuali competenze sulle questioni finanziarie:
1) acquisirà il potere di gestione e programmazione su tutto il personale, docenti e ricercatori inclusi;
2) avrà il potere di decidere l’attivazione o la soppressione dei Corsi di Laurea e delle Sedi;
3)deciderà l’indirizzo strategico dell’Ateneo.

Il rischio è che tale incremento delle funzioni del CdA, in previsione di un sempre maggiore ingresso di soggetti finanziatori in larga parte privati nel sistema universitario pubblico, può senz’altro costituire una minaccia per l’indipendenza e l’autonomia dell’Università pubblica in sé.

Tuttavia ciò che rimane da specificare (e che la Riforma purtroppo non prevede) a questo punto sono i criteri di scelta per l’ingresso.
Se l’Università deve essere il luogo di formazione della futura classe dirigente di una nazione, allora essa è una struttura che lavora ai fini dello Stato, e per questo motivo anche le imprese, se d’imprese si parlerà, che subentrano nei Consigli di Amministrazione, dovranno dimostrare di essere organiche alla società e all’idea di sviluppo e crescita nazionale.

Altra questione che merita qualche chiarimento è quella relativa ai ricercatori universitari.
Al momento attuale, l’aspirante ricercatore, al termine del dottorato, ha davanti a sé un periodo di precariato, di durata indeterminata. In questo periodo può percepire un assegno di ricerca (al massimo per 4-5 anni) o altre forme di borse e/o contratti. L’ingresso ad uno status a tempo indeterminato avviene con concorso da Ricercatore universitario (mediamente, l’età di ingresso è oltre i 35 anni).

martedì 7 dicembre 2010